La vaccinazione di massa potrebbe configurare persino un pericolo per la salute pubblica.

Associazione Arbitrium
A difesa dei diritti civili e del rispetto per la Costituzione
Associazione Arbitrium
A difesa dei diritti civili ed del rispetto per la Costituzione
Lawyer
Vai ai contenuti

La vaccinazione di massa potrebbe configurare persino un pericolo per la salute pubblica.

Associazione ARBITRIUM
Pubblicato da Arbitrium - M. Corniola in NEWS · 28 Giugno 2021
La vaccinazione di massa  potrebbe configurare persino un pericolo per la salute pubblica.


Quando c’è una grande circolazione di un virus peraltro altamente mutabile fare una campagna vaccinale di massa può essere inutile perché intanto le mutazioni finiscono per rendere inefficaci i vaccini stessi, per cui si finisce per rincorrere qualcosa che va più veloce del vaccino che vuole prevenirne la diffusione,  mentre si potrebbe anche favorire attraverso la pressione selettiva da parte del vaccino l’apparizione di varianti resistenti al vaccino medesimo e al limite anche più pericolose. Un po’ come avviene con l’antibiotico resistenza ai batteri per l’uso diffuso e massivo di antibiotici.
Infatti nel caso del SARSCOV2 siamo in presenza di una “quasispecie” ovvero un insieme, uno
sciame di individui con una sequenza genomica prevalente ed altre più o meno differenti perciò un vaccino che agisca su una quota prevalente ma non sulla intera popolazione di mutanti e soprattutto non impedisca la trasmissione virale ad altri finisce per esercitare una selezione darwiniana su quei rappresentanti sui quali  l’immunità non ha effetto. I vaccinati, potendo trasmettere le varianti selezionate dal vaccino inoculato sono contagiosi per i propri contatti e possono mutare la prevalenza delle popolazioni di virus circolanti favorendo il loro cambiamento e rendendo non solo inefficaci i vaccini ma creando un pericolo di potenziamento della malattia nei vaccinati per via della scarsa capacità neutralizzante degli anticorpi. I sempre più frequenti casi di persone che vaccinate con due dosi diventano sintomatiche , fanno la malattia e contagiano coloro con cui interagiscono lasciano pensare che o avevano una forma asintomatica che la vaccinazione come stimolo infiammatorio aggiuntivo fa emergere o hanno incontrato una variante circolante già resistente al vaccino , oppure avevano una infezione silente precedente che la vaccinazione ha  slatentizzato, cioè il vaccino  determina la riattivazione di un virus che era latente, come accade con altri virus tipo gli herpes virus o il virus della varicella zoster o il citomegalovirus.
Questa riattivazione potrebbe risultare anche più pericolosa in termini sia di malattia che di
contagiosità mentre comunque se anche l’infezione del vaccinato avvenisse in maniera
asintomatica lo stesso potrebbe involontariamente trasmettere il contagio non accorgendosi di aver un’infezione per l’assenza di sintomi. Quindi in sostanza i vaccinati potrebbero selezionare varianti anche più pericolose delle precedenti quando invece l’evoluzione naturale delle malattie infettive porta nel tempo alla selezione di germi sempre meno aggressivi e che tendono a provocare forme lievi o addirittura asintomatiche di infezione. Un esempio di tale assunto ovvero che vaccini imperfetti (ossia lontani dall’ indurre una forte immunità simile a quella che l’organismo sviluppa naturalmente dopo essere
stato esposto al virus.) abbiano favorito lo sviluppo di germi più aggressivi e pericolosi si è avuta  nei polli con il vaccino contro la malattia di Marek causata da herpesvirus e col vaccino contro l’influenza aviaria.
Il SarsCov2 come tutti i virus a RNA è altamente mutageno , d’altra parte si conoscono le
caratteristiche critiche per ritardare l’evoluzione della resistenza a ogni vaccino. Infatti i casi
documentati di resistenza ad un vaccino possono dipendere dall’assenza di almeno una di queste caratteristiche che un vaccino deve possedere 1) il vaccino deve indurre una risposta immunitaria il più possibile simile a quella indotta dal contatto col virus selvaggio e perciò dovrebbe prendere di mira più antigeni( stimolanti la risposta immunitaria) virali contemporaneamente, generando una risposta abbondante e una protezione robusta 2) il vaccino deve impedire il più possibile la crescita del germe all’interno dell’ospite e arrestare la trasmissione da parte dei vaccinati 3) il vaccino deve indurre una risposta che protegga il vaccinato da tutti i sierotipi circolanti del patogeno bersaglio. Quando è presente la prima caratteristica  la resistenza richiederebbe la comparsa di più mutazioni , quando è presente la seconda essendoci una replicazione e una trasmissione limitata le possibilità di selezione di eventuali mutazioni di resistenza sarebbero minime, infine se il vaccino protegge da tutti i sierotipi circolanti prima che la resistenza al vaccino si manifesti si dovrebbero generare nuove varianti . Questi vaccini diretti contro una sola componente del virus ( la proteina spike) , non impedendo la trasmissione e non preservando dalle varianti già circolanti non hanno nessuna delle caratteristiche per evitare che si determini la
resistenza al vaccino durante la campagna vaccinale. E’ già dimostrato che la stessa resistenza
evolva rapidamente contro anticorpi monoclonali singoli rispetto a combinazioni( cocktail) di più anticorpi diretti contro diversi antigeni. Se la resistenza al vaccino diventa diffusa durante la campagna di vaccinazione oltre all’inutilità di inoculare un prodotto che non protegge, mentre può avere comunque  effetti collaterali, c’è anche il rischio di favorire forme più gravi di malattia secondo un meccanismo noto proprio per altri virus simili al SarsCov2ovvero il fenomeno ADE( ( potenziamento anticorpo dipendente) già verificatosi nel tentativo di preparare vaccini contro la Sars e la Mers .
Perciò dunque la vaccinazione di massa configurerebbe un pericolo per la salute pubblica, perché : 1) determina una pressione selettiva su varianti potenzialmente più aggressive
2) finisce per non proteggere ma innescare potenziali aggravamenti delle forme di malattia
attraverso il fenomeno ADE. 3) induce numerosi reazioni avverse e letali dovute anche alle caratteristiche del prodotto che  determina la produzione, che potrebbe durare indefinitamente, di una proteina estranea( la proteina spike) da parte di cellule che possono  essere attaccate dallo stesso sistema immunitario, mentre avendo, questa proteina,  somiglianza con altre proteine dell’organismo potrebbe scatenare fenomeni autoimmunitari, inoltre legando i recettori ACE2 potrebbe interferire col sistema renina angiotensina bradichinina provocando fenomeni di alterazioni della pressione sanguigna e ancora
legandosi agli stessi recettori delle piastrine causare fenomeni trombotici. In ultimo stanno emergendo sempre più evidenze che proprio la proteina spike sarebbe una delle principali responsabili del danno provocato dal virus SARSCOV2. https://www.ansa.it/canalesaluteebenessere/notizie/salutebambini/medicina/20221/05/11/covidspike-danneggia direttamente-cellule di vasi sanguigni6ba56a182c1a48c59ae551a7204054f9.html                                    https://t.me/Paolo Bellavite/530( i dolori della spina).
A0kSndBUG4v1FEBJdqomQfZWI0sGBdSnSWQrwS5jd97iryW92ye99ZA
https://www.oltre.tv/paolo-bellavite-motivi-vaccino-contro-covid/
https://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/biotech/2015/07/28/vaccini-imperfetti-rendono-i-
virus-piu-aggressivi_c8aa099d-ba58-4705-85a9-4272f16016e4.html?
fbclid=IwAR1ptanIrNOB-22VfHsGhY5xwtMBlVBtXciikXENr_oKdY-MROwC7E7zEok
– 8 – 3 May 2021
https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/26609939/coronavirus-pietro-luigi-garavelli-
controcorrente-mai-vaccinare-epidemia-covid-reagira-mutando.html
https://sfero.me/article/renina-angiotensina-covid-19-vaccinazioni-caveat




Torna ai contenuti